Investire nel 2017: meglio le azione o le obbligazioni?


Siamo nel bel mezzo di quella che alcuni analisti hanno definito “l’era dei tassi bassi” ed è normale per i risparmiatori di mezzo mondo chiedersi con sempre maggiore inquietudine e preoccupazione quali siano le manovre giuste da fare nei mercati finanziari.

Le cose si complicano per gli investitori impegnati nel trading online finanziario, quella categoria di trader insomma abituato ad operare in Borsa da soli, senza il supporto di intermediari. Come e dove investire di questi tempi? Domanda ancora più spinosa se si considerano i timori sulla tenuta del sistema bancario e le paure per un contesto politico sempre più incerto.

La Bce sta continuando a sostenere i prezzi dei nostri Btp, ma il debito pubblico aumenta senza accennare a frenare la sua corsa e il rischio che presto o tardi il problema andrà risolto non è di poco conto per chi possiede titoli di stato in portafoglio, polizze, fondi comuni, o simili. Così ci si domanda sempre più spesso dove conviene mettere i risparmi.

investire nel 2017In poche parole: in una situazione come quella che stiamo vivendo, è meglio continuare a puntare sul mercato obbligazionario, o sarebbe meglio investire su quello delle azioni? Quesito storico, di mai facile risoluzione, ma che per i prossimi mesi necessità di una risposta quanto più chiara possibile.

L’ago della bilancia sta pendendo con tutta probabilità in favore del mercato azionario, ma cerchiamo anche di capire il perché. Le paure sulla situazione politica europea in vista del fitto calendario elettorale del nuovo anno, oltre naturalmente agli effetti del post-insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, possono decisamente influire sulle scelte di investimento finanziario.

Il punto sembra essere proprio questo. Lo ha recentemente sottolineato ai microfoni di Class Cnbc Claudio De Ranieri, portfolio manager di Albemarle Asset Management:

In questo momento vi è una preferenza di asset allocation sul mercato azionario più che su quello obbligazionario.

L’analista di Albemarle ha aggiunto che l’equity beneficia maggiormente del trend di reflazione in scia all’elezione di Trump e “di una eventuale accelerazione della crescita americana e globale”.

Le scelte protezionistiche di Donald Trump, al contrario, dovrebbero avere effetti decisamente negativi sul mercato delle obbligazioni.

Al contrario i titoli obbligazionari verrebbero penalizzati da un eventuale aumento dei tassi da parte della Federal Reserve, e conseguentemente dell’inflazione“, ha puntualizzato De Ranieri, sottolineando come i prossimi mesi saranno decisamente influenzati dalle politiche economiche del presidente americano.

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