Ecco le otto professioni, sconosciute ma vincenti, del futuro


I tempi stanno rapidamente cambiando e il rischio che corre chi sceglie la propria professione inseguendo soltanto passioni e desideri è quello di imparare un mestiere che, semplicemente, nel futuro non servirà più alla società.

Chi si appresta a compiere l’ardua scelta universitaria è bene che tenga dunque ben a mente alcune tendenze attuali che determineranno il lavoro del futuro. Si tratta di un aspetto tutt’altro che trascurabile perché, dalle ultime indagini, le professioni più gettonate oggi sono praticamente sconosciute dalla maggioranza della popolazione.

È quanto emerso dalla ricerca “Donne e digital transformation: binomio vincente”, realizzata da NetConsulting Cube per Ca Technologies e Fondazione Sodalitas su un gruppo di 60 aziende e di 225 studenti di licei e istituti professionali.

professioni del futuroIl risultato? I lavori del futuro sono i seguenti: i data protection officer, i digital information officer, i cyber security expert, i big data engineer, i mobile application developer, i data scietist, l’esperto in metodologie agile e l’internet of things expert.

Un’indagine quanto mai attuale in questi giorni perché, sorpresa, si tratta di lavori prettamente maschili. Secondo gran parte dei direttori dei sistemi informativi, ad oggi sono pochissime le “tecniche” che nelle strutture informatiche ricoprono i ruoli più innovativi.

Quel che però è ancor più drammatico è che pochi, tra gli studenti, hanno sentito parlare di queste professioni e solo un giovane su tre ha manifestato interesse a conoscere meglio le professioni del futuro. Insomma, ad oggi non c’è nessuno che desidera fare tali professioni perché semplicemente non sa che esistono e che potrebbero garantire loro denaro, certezze e tante soddisfazioni.

Le previsioni parlano, insomma, di poche figure super pagate perché rarissime i cui ruoli di rilevanza andranno soprattutto agli uomini. I soli nomi di questi otto mestieri sono per nulla invitanti e appaiono come qualcosa di complesso, lontano e anche un po’ triste.

È per questo che è stata lanciata una campagna informativa per spiegare ai più piccoli l’importanza di simili lavori affinché si appassionino e facciano la scelta universitaria giusta.

Il tour – ha spiegato Enrico Nardelli, professore del dipartimento di Matematica dell’Università di Tor Vergata e coordinatore del progetto Miur-Cini “Programma il futuro” per l’introduzione di una formazione generalizzata agli aspetti culturali fondamentali dell’informatica – deve cominciare dalle scuole elementari dove è più facile inserire nuove materie come l’informatica, trasferendo la cultura e cercando di fare comprendere cosa significa scambiare dati o essere in rete.

L’aspetto interessante è che non è sufficiente che i piccoli studenti si appassionino al settore ma devono essere in particolare le bambine, donne del domani, a desiderare di ricoprire tali incarichi. Secondo i vertici delle principali società informatiche, infatti, i tecnici in rosa sono più curiose, capaci di ascoltare e sensibili ai processi di trasformazione.

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